Archivi categoria: Vignette

Saranno pubblicate tutte le vignette realizzate da paolopiccione

Omaggio a Paolo Rossi!


Di quel glorioso mondiale del ’82 non ricordo molto ma in mente ho ancora le “istantanee” di tv poste sugli usci delle case, per tutta la strada, e di cavee di sedie con i vicini di casa dei miei nonni che, insieme a mio nonno e mio padre, esultavano ai goal di Paolo Rossi… davvero un’altra epoca.

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Diego Armando Maradona





Erano gli anni in cui seguivo il calcio con passione, quelli in cui il Napoli vinse due scudetti e la Coppa Uefa. Ricordo le cronache radiofoniche che non facevano altro che decretare certezze: il Napoli vinceva sempre!
Io, ingenuamente, non tifavo per la squadra dell’asinello e non afferravo ancora quanto quelle vittorie potessero assumere ed abbiano assunto un significato di riscatto e rivincita, sociale e politica, verso un nord dai consacrati primati, scontati ed intangibili.
Quella squadra e Maradona, il suo “deus ex machina”, furono una “cesura” inattesa su uno spartito che non la prevedeva.
Questa vignetta la dedico al Campione scomparso e a tutti i miei amici napoletani che ho avuto modo di conoscere, non solo, nei tantissimi anni di permanenza in quella odiosamata città!

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Conigli e cuor di leoni…



Cari amici, oggi vi propongo la seconda vignetta – relativa al “bullismo” e “cyberbullismo” – pubblicata sul numero di ottobre di “Polizia Moderna”, mensile ufficiale della Polizia di Stato, all’interno di un inserto curato dall’OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori).

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Disabilità fisiche e “mentali”…




Cari amici che seguite la mia pagina, sono contento di poter condividere con voi questa mia ultima gratificante esperienza nel mondo della comunicazione per mezzo dei disegni.
Sul numero di ottobre di “Polizia Moderna”, mensile ufficiale della Polizia di Stato, all’interno di un inserto curato dall’OSCAD (Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori), sono state pubblicate tre mie vignette finalizzate alla sensibilizzazione verso queste tematiche.   
Tra i vari argomenti trattati nell’inserto vi sono: i crimini d’odio e la disabilità, la normativa in materia (la disabilità nelle Carte internazionali e la disabilità nel diritto nazionale), l’art. 36 della legge 104/1992, la violenza sessuale nei confronti di persona disabile, maltrattamenti e violenze presso case di cura e di riposo e, infine, bullismo e cyberbullismo.
Oggi vi propongo la prima di queste tre tavole.
Un saluto a voi tutti.

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Caso “Shalabayeva”



La vicenda delle condanne inflitte in primo grado all’oramai ex questore di Palermo, Renato Cortese, e ad altri poliziotti di varie qualifiche, relativamente al caso “Shalabayeva”, diventa emblematico del concetto che tutto è relativo.
Infatti, pur essendo amati dal proprio personale e stimati dall’opinione pubblica, pur avendo sempre lottato contro la mafia, con ottimi risultati ed arresti eccellenti, pur avendo raggiunto gradi altissimi della gerarchia dirigenziale, quando, malgrado tutto, si viene travolti da “meccanismi” troppo grandi, anche per un alto funzionario dello Stato, si rischia di diventare capri espiatori…

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Invito alla delazione




“Per ogni eretico che veniva arso su rogo, ve n’erano altri mille che sorgevano al suo posto. E perché tutto questo? Perché l’Inquisizione faceva strage dei suoi nemici apertamente, alla luce del sole, e li uccideva quando essi ricusavano ancora di pentirsi, anzi, li uccideva proprio perché ricusavano di pentirsi. Gli uomini morivano perché non volevano saperne di abbandonare la loro fede […]. Più tardi […] ci furono i nazisti tedeschi e i comunisti russi […]. Noi non ripetiamo errori di questo genere. Tutte le confessioni che si fanno qui sono perfettamente sincere. Siamo noi stessi che le facciamo diventare sincere […]. Sarai annullato nel passato, così come sarai annullato nel futuro. Tu non sarai mai esistito”.

“E allora perché vi affannate tanto a torturarmi?” penso Winston […]

O’Brien accennò un sorriso: “tu sei una falla nel nostro disegno, Winston. Sei una macchia che dev’essere cancellata. Non ti ho detto forse, appena un minuto fa, che noi siamo del tutto diversi dai persecutori del passato? Noi non distruggiamo l’eretico perché ci resiste: fino a che ci resiste ci guardiamo bene dal distruggerlo. Noi lo convertiamo, ci impossessiamo dei suoi pensieri interni, gli diamo una forma del tutto nuova. Polverizziamo in lui ogni male e ogni illusione. Lo riportiamo al nostro fianco non solo apparentemente […].  Ne facciamo uno dei nostri, prima di ucciderlo. È intollerabile, per noi, che anche un solo pensiero partecipe dell’errore possa esistere in qualche parte del mondo, pur nascosto e innocuo”. 

(G. Orwell, 1984, trad. it. di G. Baldini, Milano, Mondadori, 1964, pp. 237-238)

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