Il papa e lo “Ius soli”

Il pontefice si schiera a favore del riconoscimento, da parte dello Stato italiano, del cosiddetto Ius soli.

Il buon Francesco, a sostengo della sua tesi, tira fuori la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo in base alla quale: “nel rispetto del diritto universale a una nazionalità, (questa) va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini al momento della nascita”.

Il pio Francesco, a cui piace tirare fuori convenzioni e trattati “a convenienza”, dimentica o fa finta di dimenticare i trattati “scomodi”!

Infatti, a quasi 40 anni dalla firma della Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (CEDAW), ratificata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1979 (trattato internazionale sui diritti delle donne, entrato in vigore il 3 settembre 1981), lo Stato Vaticano non ha mai firmato l’adesione a questa convenzione (a meno che non l’abbia fatto ieri)!

Lo Stato pontificio, naturalmente, è in buona compagnia!

Vi presento gli altri sette Stati membri dell’ONU che non l’hanno ratificata: Iran, Somalia, Sudan (nazioni con accentuata tendenza all’integralismo islamico, dove la donna si sa quanto vale…), Nauru, Palau, Tonga (piccoli paesi insulari del Pacifico) e, dulcis in fundo, gli esportatori mondiali di democrazia, udite udite (!), gli Stati Uniti!

Il papa, forse, dovrebbe evitare di ingerirsi così prepotentemente in decisioni di Stato che potrebbero avere esiti pesantissimi sulle tasche degli italiani e sull’assetto socio culturale del Paese.

Riconoscere lo Ius soli allo straniero che nasce in Italia vuol dire dare la stura a una serie infinita – dico infinita! – di ricongiungimenti familiari con conseguenze difficilmente calcolabili.

Or dunque, caro Francesco, mutuando una parabola a Lei cara, perchè guardi la pagliuzza che è nell’occhio dello Stato italiano e non ti accorgi della trave che è nell’occhio dello Stato Vaticano?

L’ospedale “M. Giannuzzi” di Manduria e il servizio emoteca meno che part-time!

Stamane, 7 agosto, quale inscritto da anni all’Avis di Manduria mi recavo presso l’ospedale “Marianna Giannuzzi” di Manduria per effettuare una donazione di sangue. Sulla porta della stanza adibita a tale scopo leggevo il primo di due fogli che lapidariamente informava che il servizio emoteca è aperto solo, e ripeto solo (!), il martedì e il giovedì dalle 8 alle 10.

Sbigottito, chiedevo informazioni e venivo a sapere che da quando, il 29 luglio, è andato in pensione il dottor Stranieri Giuseppe, fino ad allora responsabile di questo servizio svolto da costui in maniera egregia per anni, la ASL di Taranto ha sostituito questa grande perdita con il nulla cosmico!

Eppure, continuando la mia piccola indagine, apprendevo che il dottor Stranieri, già un anno fa, aveva messo al corrente chi di competenza della sua intenzione di andare in pensione. Ma da allora non è accaduto niente, la direzione sanitaria provinciale non ha provveduto a individuare un sostituto.

Mentre prendevo informazioni mi imbattevo in un piccolo drappello di gente che, attonita e incazzata come me, si era vista rifiutare la possibilità di donare il sangue. Li contavo: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette e otto.

Ordunque, a ben nove donatori (dico nove donatori!), me compreso, non è stata data la possibilità di donare il sangue per una gravissima inefficienza dell’ASL di Taranto.

Continuando a scavare veniva fuori che questa misura è stata presentata come una mera esigenza estiva di carattere temporaneo adottata per insufficienza di personale. Però, ciò che si teme, secondo “le voci di corridoio”, è che questa misura non solo si protrarrà ben oltre il periodo estivo, ma potrebbe involvere nella chiusura definitiva del servizio emoteca.

Se ciò dovesse accadere, e lo verificheremo a partire da settembre, sarebbe un atto scriteriato e nefasto perché i numeri che produce questo servizio emoteca, grazie al lavoro di chi fino a qualche giorno fa se n’è occupato, sono assolutamente positivi: mi è stato riferito di 1200/1300 donazioni annue, più altre 800/900 donazioni tramite i servizi specifici di autoemoteca. Ma non solo, per esperienza diretta posso testimoniare come questa emoteca fosse frequentata anche da persone che ivi si recavano da paesi non solo limitrofi.

Ma come diavolo si fa a trascurare un servizio così importante! Dovrebbero invece potenziarlo e renderlo idoneo anche ad altro genere di donazioni, ad esempio le piastrine. Invece no! All’ospedale Giannuzzi di Manduria si può donare solo il martedì e il giovedì, dalle ore 8 alle 10! Il che, sempre in base alle mie “ricerche”, favorisce il formarsi di lunghe file di attesa per poter donare, con il conseguente disagio patito dai donatori.

Come si può fornire un servizio così scadente in un settore letteralmente “vitale” per tantissimi pazienti? Le donazioni permettono di salvare vite, ma, a quanto pare e per analogia, secondo i pezzi grossi che gestiscono il funzionamento del servizio emoteca dell’ospedale di Manduria, le vite possono essere salvate solo il martedì e il giovedì!

Dimenticavo! Volete sapere cosa c’era scritto sul secondo foglio affisso alla porta del servizio emoteca? Ve lo dico subito: il servizio emoteca resterà chiuso dal 14 al 20 agosto!

Pertanto, sempre per analogia, secondo i pezzi grossi che gestiscono il funzionamento del servizio emoteca dell’ospedale di Manduria le vite possono essere salvate solo il martedì e il giovedì, eccetto che dal 14 al 20 agosto.

E tutto ciò in spregio e a dispetto dei continui e accorati appelli a donare il sangue che, diffusi con tutti i mezzi di comunicazione (social media compresi), denunciano una drammatica carenza di questo preziosissimo salva vita!

Ora mi toccherà tornare di martedì o giovedì, sperando che appena giunto settembre i timori, non solo miei, vengano fugati da una coscienziosa, positiva e rapida risoluzione della ASL di Taranto.

Chiedo a tutti gli amici di condividere quanto riportato per rendere nota questa ennesima vergogna di cui noi cittadini siamo vittime. Grazie a tutti per l’attenzione!

Legambiente Manduria e i “nostalgici del tubo”

Con grande piacere ospito sul mio blog il comunicato stampa di “Legambiente Manduria” a firma del suo presidente e mio caro amico, avv. Giuseppe De Sario.

COMUNICATO STAMPA

Puntuale e geniale come sempre arriva la vignetta satirica di Paolo Piccione che disegna al meglio anche  il pensiero dei “legambientini” ed il quadro politico in cui ci siamo barcamenati in questi lunghi anni.

Legambiente accanto a migliaia di cittadini si è opposta alla realizzazione di  un progetto mostruoso che fu imposto alla cittadinanza. Le popolazioni e le amministrazioni di Manduria e Avetrana che si sono susseguite, si sono opposte in tutti i modi per poter scongiurare la realizzazione della condotta sottomarina che avrebbe causato disastri ambientali non riparabili.

Il vero mostro non é il depuratore che al contrario è un opera pubblica di primaria importanza che tutti quanti abbiamo auspicato venisse progettato e messo in funzione nel migliore dei modi. Ci siamo invece confrontati con il peggior progetto che per la sua disastrosità supera ogni immaginazione. Ogni tentativo di modifica è stato vano! La proposta di Legambiente di realizzare la fitodepurazione (bacini in grado di creare meravigliose oasi già collaudate a Melendugno) accolta anche dal CNR è stata superata dalla idea di realizzare vasche molto più impattanti distribuite nelle nostre aree protette e di alto pregio ambientale fino a ruscellare a ridosso del mare. Eppure il nuovo progetto proposto dapprima in fiera pessima e poi in riunione con le associazioni è stato bocciato dal consiglio comunale.

Invitiamo a questo proposito la Regione Puglia a illustrare il progetto nell’unica sede ove potrà avere un eventuale seguito e cioè in consiglio comunale, il quale recentemente ha inutilmente individuato la giusta localizzazione del luogo ove riteniamo ovviamente corretto costruire un depuratore e cioè in contrada Laccello.

Ogni altro tentativo di delocalizzare il sito del depuratore è rimasto quindi vano ed  è stato definitivamente affossato nella ultima riunione tenutasi in prefettura, ove abbiamo dovuto perfino sentire i rappresentanti istituzionali riferire che la condotta sottomarina, ove realizzata, sarebbe stata “una tecnica di depurazione ineccepibile” è ciò per il solo fatto che lo prevedeva la legge.
Legambiente auspica che tali affermazioni vengano censurate e non avallate perché la politica del tubo è e sarà sempre da noi considerata un gravissimo errore causa di reati contro l’ambiente e di gravissimi danni ambientali contro il territorio.

Il sindaco di Sava voleva evidentemente giustificare il suo incomprensibile ostruzionismo messo in campo in questi anni contro gli ambientalisti e le popolazioni dei paesi limitrofi mentre il presidente Emiliano voleva in qualche modo assolvere la precedente amministrazione dalle gravi inadempienze che egli stesso ha poi cercato parzialmente di riparare! Non può dimenticarsi che i partiti della precedente amministrazione sostengono quella attuale.

Eppure con grande soddisfazione abbiamo ottenuto, proprio di recente ed a seguito di oltre quindici anni di protesta, l’eliminazione – speriamo definitiva ed in ogni dove – del concetto tecnico dello scarico in mare dei reflui a mezzo di condotta sottomarina, proprio grazie alla disponibilità del neo presidente, che ha mantenuto la promessa data in campagna elettorale, pur rimanendo nostalgicamente abbracciato al tubo insieme al sindaco savese! E ciò benché si sia fatto promotore con i nostri consiglieri regionali della recentissima modifica della legge del piano di tutela delle acque.

Purtroppo abbiamo appreso che proprio nulla si sarebbe più potuto fare per la delocalizzazione salvo che qualcuno non avesse avuto intenzione di mettere mano al proprio portafoglio personale e uscire fuori qualche milione di euro.

Allora ci chiediamo perché tanti consigli comunali accesi fino ad arrivare alla crisi governativa del comune se poi non si sarebbe comunque potuto fare nulla neanche nella ipotesi in cui si fosse individuato un nuovo sito?

Perché invitare l’amministrazione e le popolazioni ad individuare un sito alternativo?
Una cosa è chiara : finché avremo amministratori insensibili alle tematiche ambientali ci ritroveremo sempre con progetti mostruosi e dannosi che neanche le attuali amministrazioni pur volendolo riescono più a modificare; e come al solito ci imporranno la legiferazione di emergenza ( con le solite frasi: “siamo in procedura di infrazione… stiamo inquinando… va innalzata la discarica… non abbiamo alternative… non è colpa nostra, abbiamo ereditato questo progetto…”) da loro tanto amata.
Inutile ricordare gli esempi di Melendugno, Fasano e Noci! Si tratta di progetti straordinari ed all’avanguardia che tutelano al massimo il territorio e l’ambiente e che, guarda caso, sono nati fin dal inizio con la collaborazione dei tecnici di Legambiente.

Ed allora auspichiamo di imbatterci sempre in amministratori sensibili alla tutela dell’ambiente che progettino e  realizzino opere pubbliche nel rispetto delle norme sull’ambiente di concerto con quelle associazioni ambientaliste, come Legambiente, che mettono sempre a disposizione i propri professionisti affinché il progresso della scienza venga sempre legato in maniera inscindibile all’obiettivo di contrastare il degrado ambientale che minaccia gli equilibri ecologici, colpisce la vita degli uomini di oggi e ipoteca il destino delle future generazioni.

Un saluto al grande e talentuoso avv. Paolo Piccione.

Il Presidente di Legambiente Manduria

Avv. Giuseppe De Sario

L’addio del pupone

Il suo addio al calcio giocato mi ha ricordato questa vignetta del 2005. Non rammenterò le vicende legate a quella partita degli ottavi di finale della TIM CUP perché sono poco edificanti per quegli stessi tifosi romanisti che ora tanto lo rimpiangono.

Federica e Andrea

Questa illustrazione, segno di vicinanza e solidarietà nei confronti della Sig.ra Rita Lanzon e del Sig. Enzo De Luca, è stata realizzata per rendere omaggio alla memoria della loro figlia Federica e del loro nipotino Andrea, di soli 4 anni (!), vigliaccamente assassinati a giugno del 2016 da colui che, a sua volta suicidatosi, era rispettivamente marito e padre delle due vittime.

Il 25 maggio, presso il “Consorzio Produttori Vini” di Manduria, in occasione della serata organizzata per presentare il giornale scolastico “Prudenzano Magazine” e le sue Storie, grazie all’invito dell’amico giornalista Nando Perrone e dell’ospitalità del dirigente scolastico dell’I.C. “F. Prudenzano” di Manduria, Anna Laguardia, ho avuto l’onore di poter incontrare e consegnare personalmente l’illustrazione ai coniugi De Luca.

È stata un’ esperienza forte e commovente.

Un paio di settimane fa, prima di iniziare a disegnare, per immedesimarmi in questa tragedia ho letto tutto quello che potevo reperire su internet in merito. Ebbene niente mi ha “avvicinato” e permesso di “sentire” un miliardesimo della loro sofferenza quanto il conoscerli di persona.

L’unico augurio che mi sono sentito di fare è stato quello che il loro coraggioso e doloroso impegno possa permettere di salvare delle vite.