
Ecco, nell’ordine, le diverse dichiarazioni di colei che ha offeso la memoria di un carabiniere morto accoltellato:
1- la prima, in cui si assume la paternità dello scritto: “Un carabiniere deve mettere in conto certi rischi…”
2- la seconda, in cui dice di non essere stata lei a scrivere: “Quel post non l’ho scritto io, chi mi conosce sa che non penso quelle cose. Per motivi che spiegherò solo a chi di dovere, mi sono assunta una responsabilità non mia. Non si è trattato di hackeraggio, semplicemente è stato usato il mio account e il mio computer. Non l’ho detto prima perché non credevo che la vicenda assumesse questo peso…”;

Riposi in pace.



Nel nostro Paese sono emersi fatti di una gravità immensa!
Dopo la mancata convalida dell’arresto del comandante della Sea Watch da parte del gip di Agrigento, le ONG tornano a fare la voce grossa e, anche questa volta, puntano le loro bussole verso il suolo italiano, guardandosi bene dall’attraccare a Malta, dove le navi verrebbero sequestrate.
Mentre l’opinione pubblica viene baloccata con le avventurose trasgressioni della capitana bianca, ricca, teutonica e, oggi, anche famosa, prosegue l’indagine “Angeli e demoni”, relativa al mefistofelico e criminale “sistema” di sottrazione/affido dei minori in Val d’Enza.